Comunicato stampa di Fiab Udine-Abicitudine

“Apprendiamo con stupore dalla stampa locale l’intenzione, ventilata dalla nuova Giunta comunale, di riaprire al traffico privato motorizzato diverse vie del nostro centro storico, a partire da via Mercatovecchio, riportando la nostra città indietro di decenni. Dopo anni in cui, in barba ai divieti di ingresso in centro storico, le auto transitavano nelle zone a traffico limitato del centro, si era ultimamente assistito ad un progressivo, ancorché timido, ristabilimento della legalità. Il posizionamento, e la successiva attivazione, delle telecamere di controllo ai varchi, avvenuto soltanto poche settimane fa, costituivano un passo nella giusta direzione, quella di rendere più vivibili e più piacevoli da frequentare, anche per lo shopping, le zone più pregiate di Udine. Negli ultimi giorni, invece, assistiamo ad una serie di dichiarazioni da parte dell’amministrazione comunale, con le quali si preannuncia una revisione più o meno radicale di questa politica. Ciò avviene, è importante sottolinearlo, in totale controtendenza con tutte le città europee più evolute, che fanno a gara nel consolidare ed ampliare le aree precluse al traffico privato motorizzato. Un’esperienza ormai consolidata in moltissime città italiane ci dice inoltre che le attività commerciali hanno tutto da guadagnare con un centro storico precluso alle automobili, che viene rivitalizzato e rivalutato, fino a diventare quel « centro commerciale naturale » di cui tanto si è parlato a Udine negli ultimi anni. Che l’assenza di auto non pregiudichi l’accesso al centro è chiaramente dimostrato dall’affluenza registrata da bar, ristoranti e osterie. La Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB) ha lanciato l’anno scorso l’iniziativa Comuni Ciclabili, che premia le città più attente alla qualità della vita urbana e alla mobilità dolce: finora 70 città italiane (di cui 9 nella nostra regione) hanno aderito a questo progetto che punta a città più attraenti per cittadini e turisti. In un periodo in cui il cicloturismo si profila come settore di punta dell’economia turistica, anche e soprattutto nella nostra regione (basti pensare all’attrazione della nuova Ciclovia Alpe Adria), l’iniziativa della Giunta udinese, se confermata, si caratterizza come profondamente anacronistica, oltre che lesiva degli interessi del comparto turistico. La nostra associazione, che collabora con numerose amministrazioni comunali e regionali italiane nell’intento di renderle più rispondenti alle esigenze di residenti ed ospiti, ha ormai da tempo richiesto un incontro al Sindaco e agli Assessori competenti : speriamo dunque di poter presto illustrare, dati alla mano, gli innegabili vantaggi di una città amica della bicicletta, vantaggi peraltro ben noti a quella parte di operatori economici più informati e attenti alle tendenze in atto in tutto il continente europeo.”

 
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