FIAB Udine Abicitudine ribadisce l’importanza dell’asse ciclabile che collega piazzale Paolo Diacono con via Poscolle, e che comprende il tratto di via Zanon, uno dei pochi assi ciclabili in sede almeno parzialmente protetta di cui la nostra città dispone. Ovviamente, come è stato già detto in numerose occasioni, il tracciato andrebbe migliorato in diversi tratti (soprattutto quello di via Mantica), ma una ciclabile di questa importanza, se presenta criticità, va migliorata, e non certo eliminata. Il percorso Piazzale Diacono-via Poscolle, è uno dei più frequentati dai ciclisti udinesi, ed è inoltre un tratto fondamentale dell’attraversamento cittadino dell’ AlpeAdria. Chi sostiene la sua pericolosità dovrebbe, per correttezza, anche fornire i dati sulla presunta incidentalità, che a noi non risulta: quanti incidenti che coinvolgono ciclisti si sono verificati su quel tratto negli ultimi anni? Proprio in quanto separato dalla carreggiata, il percorso ciclabile presenta invece caratteristiche di sicurezza purtroppo non comuni nella generalità delle ciclabili udinesi, spesso in promiscuità con altri attori del traffico (pedoni o mezzi motorizzati). Anche il problema della contiguità con i pacheggi è stato superato dalla presenza di una striscia di sicurezza di circa un metro che protegge il ciclista dall’apertura accidentale dello sportello da parte degli automobilisti in fase di parcheggio. In definitiva, non sembra che il problema sia quello della sicurezza, quanto piuttosto il desiderio di recuperare ancora altri parcheggi lungo le vie Cosattini e Zanon, contribuendo ad un ulteriore congestionamento del centro storico e legittimando di fatto la pratica della sosta-lampo (spesso anche sulla pista ciclabile, come ampiamente documentato). Perché, a questo proposito, non si cerca invece di capire il motivo del consistente flusso veicolare che, invece di utilizzare il Ring, preferisce tagliare in due il centro storico? Quest’ultimo, invece, in linea con le tendenze finalmente prevalenti in tutta Europa e anche in città molto vicine e simili alla nostra, va al contrario progressivamente liberato dal traffico privato motorizzato e restituito alla libera fruizione di tutti i cittadini.

Il Consiglio direttivo

Udine, 9 febbraio 2019

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