Vigili e Amici della bici collaborano per migliorare la circolazione a due ruote in città

L’assessore Pizza: «Non puntiamo alla tolleranza zero, l’intento dell’iniziativa è educativo»

Boom ciclabile (nel 2013 +50%)
Scatta la campagna-sicurezza
Sempre più ciclisti in città. Tra il 2011 e il 2012 sulla pista Moro-Cosattini-Zanon i passaggi sono aumentati del 106%, dato che è cresciuto di un altro 50% l’anno scorso. Anche per questo Polizia municipale e Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab) hanno fatto squadra in un progetto che mira ad aumentare la sicurezza. Nei giorni scorsi sono iniziati i controlli sulle due ruote; un avvio soft, senza multe con persino una squadra pronta a intervenire in caso di guasti o manchevolezze. In occasione della manifestazione M’illumino di meno, i vigili urbani indicavano i problemi e pochi passi più in là i volontari dell’associazione li risolvevano. «Abbiamo svolto una mezz’oretta di controlli sulle bici, affiancando gli amici della Fiab che sono stati bravissimi allestendo un gazebo attrezzato – spiega uno degli agenti impegnati nei controlli –. Ho trovato la loro iniziativa fantastica e lavorare assieme è stato molto proficuo poiché i controlli, che sono stati di carattere “educativo”, hanno trovato immediata soluzione nell’assistenza tecnica fornita gratuitamente ai cittadini dagli associati. Per esempio riparavano le dinamo, fornivano campanelli, gonfiavano le gomme e applicavano rifrangenti. Esperienza assolutamente da ripetere anche con la nostra presenza, nel quadro dei controlli ai velocipedi che il nostro comandante ha comunque predisposto». «In città i ciclisti sono migliaia – sottolinea l’assessore alla Mobilità Enrico Pizza – e stiamo mettendo in piedi una serie di piccole iniziative che puntano alla sicurezza. Non mi piace la tolleranza zero, il nostro è più un atteggiamento educativo: cerchiamo di fare adottare comportamenti migliori». Se la prima fase della campagna riguarda la sicurezza del mezzo (luci, rinfrangenti, campanello), la seconda punta all’utilizzo. A finire nel mirino degli agenti sono quindi i ciclisti indisciplinati che imboccano le strade contromano o sul marciapiede. «Non è una questione di formalismo – continua Pizza –, ma vogliamo evitare comportamenti insicuri. Invochiamo intelligenza, azioni come queste servono a illuminare il senso civico. L’educazione e il rispetto delle regole non dipendono dal numero di ruote del nostro mezzo di trasporto. Ovvio che l’automobile parcheggiata in divieto o che sfreccia su un viale sarà multata, ma è altrettanto vero che il ciclista indisciplinato deve correggere il suo comportamento perché l’obiettivo comune è la sicurezza delle nostre strade». Lo scopo è dunque «ridurre al minimo rischi e incidenti, non reprimere», sottolinea Pizza. In questo senso Udine si sta trasformando in una slow town, con zone in cui il limite massimo di velocità è di 30 chilometri orari. «Servono un grande cambiamento culturale e interventi urbanistici perché i cittadini si rispettino fra loro – aggiunge l’assessore –. I primi Piani sul traffico sono del 2003 con l’amministrazione guidata dall’allora sindaco Sergio Cecotti e l’obiettivo è ancora oggi valido, ovvero moderare progressivamente la velocità. I dati statistici parlano nel 2005 di 967 incidenti con feriti, numero che nel 2012 scende a 731, con una importante diminuzione del 24%.  Michela Zanutto

2014.02.21MV

 

 

 

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